Chi siamo

Siamo uno strano gruppo di insegnanti e avvocati nato dall’esperienza concreta dei ricorsi, vinti, contro le ingiustizie che le riforme della scuola che si sono susseguite, a partire da quella della ministra Moratti fino alla buona scuola renziana, hanno determinato in termini di precarietà e diritti negati. Cosa ci spinge a stare insieme e a fare un blog? Un progetto che ci ha dato la voglia di reagire alla nausea. Sì, esattamente.
Nausea verso la scuola della competizione che sta sostituendo la scuola pubblica. Una competizione che sta dividendo le scuole, gli insegnanti, gli studenti.  È questo l’effetto di un’autonomia che si trasforma in aziendalizzazione, della chiamata diretta che si traduce in ricatto, della meritocrazia che diventa mercato del titolo. Intanto, molti docenti continuano ad essere precari, alcuni sono nelle GAE, altri hanno pagato il TFA e sono in seconda fascia e ancora migliaia in terza fascia con anni di servizio alle spalle, mentre molti colleghi già si accalcano nelle code del nuovo concorso. Troppo spesso gli insegnanti non hanno avuto altra scelta che combattere le ingiustizie a colpi di ricorsi e sentenze nei tribunali, isolati nella loro condizione individuale o in piccoli gruppi il cui ricorso per l’affermazione di un diritto spesso ha rischiato di trasformarsi nella minaccia per il posto di lavoro di qualcun altro. Stufi di questo mercato dei diritti e di doverci fare la guerra fra di noi, vogliamo unire le forze per fare la guerra a chi ha fatto riforme a scapito dei lavoratori, segregandoli in tante condizioni di precarietà tutte diverse e tutte uguali in termini di blocco degli stipendi, di incertezza sul futuro, di ricattabilità e di rincorsa a titoli e certificazioni per stare al passo di una meritocrazia che potremmo anche chiamare col più veritiero appellativo di “business della formazione continua”.
Poi ci sarebbero quelli che desiderano diventare insegnanti e fanno la dura vita delle paritarie. Chi è di ruolo è diviso tra ambito e scuola, tra sede desiderata ed esilio forzato, tra chi ha avuto il bonus e chi no. Eppure tutte e tutti fondamentali per aprire le scuole a settembre, ma sempre più divisi, sfiduciati e quindi deboli. Facile poi, in queste condizioni, essere i meno pagati d’Europa… e d’Italia tra i dipendenti pubblici. Ok, sin qui la nausea, ma il progetto?
Semplice: ripartiamo da noi, dall’aiutarci, dal mettere al primo posto il mutuo soccorso contro ogni competizione. Ed ecco l’idea del blog, una sorta di centro servizi autogestiti che vogliamo costruire insieme. Intanto vogliamo partire dalle informazioni e dal diritto, per districarci in questa ragnatela fatta di riforme, diritti calpestati, situazioni ignorate, limbo e zone grigie con le quali la maggior parte degli insegnanti sono costretti a convivere mentre svolgono il proprio lavoro.
Un piccolo passo, certo. Siamo convinti che una scuola del comune, della cooperazione e della collegialità, può nascere solo se riprendiamo a camminare insieme, a sostenerci contro chi ci vuole deboli e divisi. Una Scuola Fuori Mercato, un progetto contro la nausea.