Lettera di docenti ed ex docenti dell’I.C. Largo Castelseprio che da anni accoglie bambini e ragazzi provenienti dal Campo “River” a Prima Porta

Condividiamo il testo della lettera scritta da docenti ed ex docenti dell’I.C. che a Labaro accoglie da diversi anni bambini e ragazzi provenienti dal Campo “River” a Prima Porta. Le insegnanti denunciano come lo sgombero del Campo rischia di compromettere il lavoro fatto in questi anni in termini di inclusione e scolarizzazione.

Siamo docenti ed ex docenti dell’I.C. Largo Castelseprio, a Labaro, scuola che da anni accoglie bambini e ragazzi provenienti dal Campo “River” a Prima Porta.

Da tempo lavoriamo, con impegno e dedizione, al processo di scolarizzazione, integrazione e socializzazione dei nostri alunni che vivono nel campo. Si tratta di un lavoro complesso, pieno di difficoltà ed ostacoli, segnato anche da battute di arresto e fallimenti (ma quale docente non incontra tali problemi sul suo cammino?) ma, ne siamo molto contenti, anche da diversi successi formativi e culturali. Diversi alunni del nostro istituto, residenti nel campo, nel corso degli anni hanno proseguito con successo gli studi, ben oltre la scuola dell’obbligo, giungendo in alcuni casi perfino alla laurea.

I successi di cui andiamo “orgogliosi”, inoltre, non sono esclusivamente legati ai risultati scolastici dei ragazzi ma al faticoso processo di inclusione che spesso riusciamo ad offrire loro. Nelle nostre scuole sono passate, negli anni, intere famiglie di alunni residenti al campo River, contenti di come sono stati accolti e seguiti durante tutto il percorso scolastico, grazie anche alle iniziative di lotta contro la dispersione scolastica che lo stesso Miur ha finanziato.

Tutto questo lungo lavoro, che ha richiesto impegno, costanza, capacità di mettersi in gioco e di superare le, pur sempre presenti, difficoltà comunicative legate a differenze culturali evidenti, rischia di essere vanificato dallo sgombero, senza alternative credibili, che le famiglie dei nostri alunni stanno subendo in queste settimane.

Già durante l’anno scolastico appena concluso, abbiamo constatato come la situazione di allarme e precarietà crescente che si viveva nel Campo, destinato alla chiusura, ha allontanato molti ragazzi dalla scuola vanificando il faticoso lavoro, loro e nostro, degli anni precedenti.

Lo sgombero definitivo del campo, senza che moltissime famiglie abbiano potuto trovare soluzioni alternative in una zona dove, peraltro, risiedono da anni, allontanerà definitivamente questi ragazzi dalla scuola, ricacciandoli nell’invisibilità e nell’ignoranza.

Non spetta a noi trovare soluzioni amministrative relative ai dettagli legali della vicenda, ma siamo convinti che spetti a noi segnalare i rischi e la dispersione di esperienze, impegno ed energia, che la situazione attuale sta determinando.

Come educatori abbiamo il dovere di difendere il diritto all’istruzione di tutti i nostri ragazzi, perché, come scriveva Don Milani: “Se si perdono i ragazzi più difficili, la scuola non è più scuola. E’ un ospedale che cura i sani e respinge i malati”.

Valentina Bellini, Carmen Brancatelli, Patrizia Casagrande, Ileana Conte, Alice Croce, Valentina D’Amico, Flavia D’Angeli, Giulia David, Lina De Salvo, Piera Diaco, Tatiana Di Dio, Clementina Fontanella, Daniela Gizzi, Isabella Macarini, Chiara Monti, Michela Orazi, Giuseppina Pandini, Manuela Pattarini, Annalisa Penzo, Ornella Piani, Patrizia Pierini, Antonietta Raimo, Roberta Rossi, Andrea Santilli, Veronica Pulvirenti, Daniela Severino, Pompea Tretola, Carmelina Urso, Emanuela Viggiano, Rachele Vittoria.

sgombero

Foto da roma.fanpage.it