Il parere del CSPI sui prossimi concorsi non intacca la sostanza del FIT!

immagineArticolo2In data 29 maggio il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso il proprio parere in merito al Concorso per l’accesso al Percorso di formazione iniziale, tirocinio e inserimento per l’accesso alla professione docente, ovvero per l’accesso al percorso Fit. Nel merito il parere riguarda la doppia procedura concorsuale prevista dal Decreto legislativo 59/2017 (https://scuolafuorimercato.org/2017/10/04/scheda-tecnica-reclutamento-e-formazione-dei-docenti-dal-2018/), la procedura riservata per i precari delle G.I. Il concorso riservato per coloro che hanno 36 mesi di servizio e quella pubblica (ordinaria) per i laureati che hanno conseguito i 24 CFU ai sensi deldel DM 616/2017 (https://scuolafuorimercato.org/2017/10/20/24-crediti-per-concorso-docenti-ai-sensi-del-dm-6162017/).

Come sempre avviene in questi casi, insieme al parere del CPSI è circolata online anche la bozza del decreto ministeriale.

Il CPSI evidenzia “la propria difficoltà nell’esprimere una valutazione completa e organica del DPR in oggetto senza poter esaminare congiuntamente il Decreto Ministeriale che ne regolerà aspetti fondamentali quali le modalità di gestione delle procedure concorsuali, i criteri di valutazione, nonché l’elenco dei titoli valutabili e il loro punteggio ”, anche in virtù del cambio di Governo che potrebbe mettere in discussione l’intero percorso Fit, nonostante questo sia stato sostenuto da tutte le forze politiche nelle Commissioni Parlamentari della presendente legislatura.

Al di là delle semplici annotazioni di forma, le osservazioni del CPSI si concentrano essenzialmento sulla prova orale, ribadendo il fatto che dato che si tratta di un unico regolamento nell’ambito della stessa procedura concorsuale, “Il Consiglio Superiore rileva come la lezione simulata sia da richiedere in entrambi i percorsi, riservato e pubblico, in quanto unica modalità idonea a verificare il possesso delle metodologie didattiche e tecnologiche richieste dalla procedura concorsuale, oltre ad essere già stata sperimentata nei precedenti concorsi pubblici con esiti positivi riconosciuti”

Inoltre, nel caso in cui si voglia mantenere la prova orale distinta per le due procedere (riservata e pubblico), il Consiglio ritiene che si devono almeno garantire anche nel concorso pubblico si garantiscano 24 ore di tempo per la preparazione dei candidati sui settori disciplinari che potranno essere oggetto della prova.

La bozza del decreto si riferisce esclusivamente al regolamento della procedura concorsula (riservata – ordinaria) per l’accesso al Percorso Fit. A destare preoccupazioni, forse anche maggiori rispetto allo stesso concorso, è la disciplina del percorso triennale (biennale per la procedura riservata) del percorso di Fit – Formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente.

Infatti, in base a quanto previsto dal Decreto legislativo 59/2017 la scuola diventerebbe l’unico settore del pubblico impiego in cui al superamento di un concorso pubblico non seguirà la stipula di un contratto a tempo indeterminato, inoltre è assurdo che i/le docenti precari con 3 anni di servizio vedano peggiorate le loro condizioni reddituali al superamento di un concorso. Infatti, quest’ultimi sono i precari, senza abilitazione, che lavorano da diversi anni nella scuola pubblica (garantendone il funzionamento) con contratti a tempo determinato, ma con una retribuzione garantita dal CCNL, mentre adesso si troverebbero a ricevere per il primo anno del FIT, un rimborso spese che potrebbe variare dai 400 – 600 euro al mese.

Per quanto riguarda i 24 CFU, si è scatenata una vera e propria “corsa al CFU”, tralasciando il mercato degli Enti di formazione e Università private anche le Università pubbliche, nonostante il limite di spesa fissato dal decreto ministeriale, hanno trovato il modo di fare cassa sulla pelle dei laureati, facendo pagare (con cifre che vanno dai 50 ai 200 euro) il riconoscimento dei CFU già conseguiti durante la loro carriera universitaria.

I punti critici del nuovo sistema di reclutamento sono molteplici, come Scuola Fuori Mercato vorremmo lanciare una campagna comunicativa e vertenziale che parta dalle richieste dei precari e dei giovani laureati che vogliono intrapendere la professione dell’insegnamento. Un sistema che non speculi sulle speranze dei futuri insegnanti e che rispetti la dignità di coloro che da precari da anni garantiscono il funzionamento delle scuole italiane.

Costruiamo insieme una proposta alternativa al FIT – Per il rispetto e la dignità dell’insegnamento

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