I 24 CFU e le univesità romane

24cfu

Dopo l’istituzione del nuovo percorso formativo per i docenti della scuola secondaria, il FIT, sono state emanati i provvedimenti normativi relativi ai requisiti che si dovranno possedere per partecipare ai futuri concorsi. (per maggiori info:https://scuolafuorimercato.org/…/scheda-tecnica…/ ; https://scuolafuorimercato.org/…/24-crediti-per…/)
Gli studenti laureandi e i neolaureati, i dottorandi e i dottori di ricerca, i docenti iscritti in terza fascia delle GI con meno di tre anni di servizio, si troveranno obbligati a conseguire 24 CFU (crediti formativi universitari) prima di poter accedere al nuovo concorso. Le implicazioni di una riforma che sembra sfortunatamente riprendere alcune delle caratteristiche dei precedenti ordinamenti del reclutamento nella scuola pubblica, prima di tutto per il carattere retroattivo dell’imposizione di acquisire crediti a persone che hanno già conseguito il titolo di studio (giovani docenti precari inclusi) in discipline (didattica, pedagogia, etc.) che saranno al centro del primo anno formativo del FIT (con l’evidente possibilità di ripetizioni e di perdita di tempo per i futuri docenti). Una riforma, insomma, che introducendo questo ulteriore sbarramento, continua a ripetere l’errore commesso dalla riforma Moratti in poi di agire disomogeneamente nella formazione universitaria dei docenti rispetto alle classi di concorso dell’insegnamento scolastico.

Ci chiediamo, inoltre, come sono state recepite le nuove norme dalle università romane, dato che nell’organizzazione dei corsi è stata lasciata autonomia alle stesse istituzioni universitarie?
L’Università de La Sapienza, per ora, fornisce delle linea guida chiare: i corsi sono già stati individuati (anche se non è ancora presente una calendarizzazione definitiva, ma che sicuramente partirà dal secondo semestre nel 2018), il limite al tetto di spesa è stato rispettato (100 euro ad esame) e sono state istituite delle facilitazioni per gli studenti e i dottorandi in corso; è stato anche creato ad hoc un master specifico dal costo complessivo di 1000 euro. Le scadenze per l’iscrizione sono slittate al 31 gennaio 2018 (inizialmente erano state fissate per il 31 dicembre 2017).
(https://www.uniroma1.it/it/pagina/24-cfu-linsegnamento)
La situazione a l’Università di Roma Tre invece rimane ancora poco chiara: dopo che gli organi di governo dell’università a metà ottobre hanno preso un impegno di fornire al più presto delle direttive, non sono più giunte altre notizie dall’ateneo.(http://portalestudente.uniroma3.it/index.php?p=news&id=1707)
Per quanto riguarda l’Università di Tor Vergata ci troviamo in una situazione sostanzialmente simile a quella di Roma Tre, con molte richieste di chiarimenti da parte degli studenti e ancora un piano da delineare da parte della direzione dell’università.
(http://www.lettere.uniroma2.it/…/acquisizione-24-cfu-ambito…)
Dal canto loro le università private romane hanno già iniziato a istituire i corsi per il conseguimento dei 24 CFU, mantenendosi per poco nei limiti di spesa voluti dal decreto.
http://www.lumsa.it/corsi_altri_corsi_24cfu_formazione_inse…).
Da questa veloce analisi (confermata anche dalle notizie che giungono dalle altre università italiane https://www.orizzontescuola.it/concorso-2018-24-cfu-incompatibili-altri-corsi-vediamo-quali/) emerge un profondo ritardo da parte delle istituzioni universitarie nel recepire il nuovo ordinamento del concorso, che potrebbe portare ad un sovraccarico dei corsi iniziali e ad una svalutazione del valore formativo degli stessi.

Posted in fit