ITP, un caos che si sarebbe potuto evitare…

Nella gestione della vicenda dell’iscrizione nella II fascia delle graduatorie d’istituto degli insegnanti tecnico pratici (ITP), il Governo ancora una volta provoca divisioni tra i docenti e caos nella gestione delle scuole.

Le sentenze nn. 9234/2017 e 9582/2017 del TAR del Lazio, rese in ricorsi patrocinati dagli avv.ti Donato e Mancuso, che collaborano con Scuola Fuori Mercato, hanno riconosciuto il diritto degli insegnanti tecnico pratici ad essere inseriti nella II fascia delle graduatorie di istituto.

Il MIUR ha deciso di non impugnare le sentenze. A questo punto, però, coerentemente avrebbe dovuto generalizzare il principio affermato, consentendo agli ITP di essere collocati in II fascia. Questo sarebbe stato giusto, avrebbe creato omogeneità e reso anche ordinato l’avvio dell’anno scolastico.

Invece… il caos.

Con una prima nota del 17 agosto, il MIUR ha ordinato alle scuole di inserire con riserva i docenti aventi giudizi in corso. Correttamente le scuole hanno provveduto a compiere tale inserimento anche per coloro che avevano presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Infatti, questo era l’unico rimedio a disposizione per gli insegnanti per cui era decorso il termine di 60 giorni per il ricorso al TAR.

Ma adesso, gli uffici scolastici regionali di Lombardia e Lazio hanno previsto che l’inserimento in II fascia avvenga solo per coloro che abbiano presentato un ricorso al TAR. Con la conseguenza che numerose scuole stanno depennando docenti già assunti e che hanno già iniziato a fare lezione.

Ulteriore caos.

Si tratta di una evidente ingiustizia. Infatti, così si trattano in maniera diversa soggetti che si trovano nella stessa posizione, ovvero che hanno un giudizio pendente. Ovviamente, oltre agli insegnanti, ci rimettono ancora gli studenti e la dignità della didattica. Nel caso delle graduatorie per il sostegno, peraltro, il confusionario inserimento e poi depennamento degli ITP ha anche travolto gli altri insegnanti presenti in graduatoria, alimentando le divisioni fra i precari.

Ma il vero problema, come al solito, è che la politica non si assume la propria responsabilità.

Il valore abilitante dei diplomi ITP è sancito dal DM n. 39/1998; non è mai stato attivato un TFA per gli ITP con un diploma più recente, né un coerente e serio progetto di abilitazione. In presenza, peraltro, di pronunce giurisprudenziali che hanno da una parte, ammesso gli ITP al concorso del 2016, e dall’altra, inserito tali insegnanti nella II fascia, sarebbe stato corretto da parte del MIUR provvedere all’inserimento in seconda fascia di tutti, per evitare inutili discriminazioni.

Siamo consapevoli che quella subita dagli ITP non è certo l’unica inutile discriminazione che colpisce il corpo docente. Noi, del resto, siamo proprio nati per denunciare i continui tentativi di divisione dei docenti perpetrati dai recenti Governi. Per farlo è utile denunciare e segnalare tutte le discriminazioni e mettere in campo gli strumenti a disposizione per superarle. Per questo riteniamo giusta la organizzazione della mobilitazione e sensibilizzazione sulla situazione degli ITP, tutelando anche con ricorsi giudiziari (e non solo) gli esclusi dalla II fascia e proponendo l’ammissione degli ITP al concorso previsto per il febbraio 2018, riservato ai soli docenti abilitati e da cui gli ITP saranno esclusi.