ITP si riparte dal via: di nuovo esclusi dal concorso, ma non ci arrendiamo!

Ci risiamo. Dopo le migliaia di ricorsi vinti dai docenti tecnico-pratici per ottenere la partecipazione al Concorso Scuola 2016, le migliaia di euro che il Miur è stato condannato dai tribunali a pagare come risarcimento delle spese legali sostenute dai ricorrenti, il nuovo bando del concorso scuola che dovrebbe uscire nel 2018 (di cui abbiamo parlato qui) riparte dal via: gli itp sono stati nuovamente esclusi. Mentre le prove suppletive sono ancora in corso, a dimostrazione della debacle del governo, quanto stabilito fino a ora sul nuovo concorso che sarà bandito – forse – nel 2018 ripropone esattamente le condizioni previste nel bando del 2016.

In sostanza, i docenti ITP potranno accedere al concorso, e quindi essere reclutati nella scuola, solo se lavorano già. La loro inclusione ha l’aria spregiudicata di una sanatoria, le nuove generazioni di aspiranti insegnanti sono escluse a tavolino. Eppure, l’alternanza-scuola-lavoro, il potenziamento scolastico per le aree professionali, la retorica sulla necessità di avvicinare gli studenti al mondo del lavoro, lasciavano attendere un’attenzione particolare per le aree professionali. Invece no.

I docenti tecnico-pratici continuano a viaggiare nel limbo di una selezione e un sistema di reclutamento che viaggiano palesemente in senso contrario anche a quegli aspetti universalmente riconosciuti come positivi nella riforma del reclutamento della scuola: la formazione dei docenti anche dal punto di vista delle competenze pedagogiche, nella tutela delle esigenze specifiche degli alunni, soprattutto coloro che presentano delle difficoltà.

In questi ultimi anni gli ITP hanno vinto su tutta la linea: a loro è stata riconosciuta la possibilità di partecipare al concorso scuola, e, a molti di loro, è stato riconosciuto il valore abilitante del diploma che ha consentito il loro inserimento a pieno titolo nelle graduatorie di II fascia. Gli avvocati che collaborano con Scuola Fuori Mercato sono stati in prima linea in queste battaglie, ottenendo in entrambe alcune delle prime pronunce favorevoli.

Chiediamo perciò al governo che prenda una decisione coerente nei confronti dei docenti tecnico-pratici, che garantisca loro il pieno diritto all’insegnamento, inteso nella duplice accezione di stabilizzazione lavorativa per chi già intraprende questa professione da diverso tempo e come possibilità di accesso all’insegnamento, rivedendo il sistema di reclutamento.

Non un passo indietro!